Era da un po’ che non scrivevo qui.
Nel frattempo, però, non ho mai smesso di cucinare, sperimentare, assaggiare vini e portare a casa storie da raccontare.
E quale modo migliore per ricominciare, se non da una cena preparata tra le mura di casa?
Un Architetto in Cucina riparte da qui: dalla mia tavola a fiori, da un piatto semplice solo in apparenza e da quel piacere, mai dimenticato, di fermarmi a raccontare ciò che porto in tavola.
Nel frattempo sono cambiate molte cose.
L’architettura continua a far parte del mio modo di osservare il mondo, ma al cibo si è affiancata una passione sempre più consapevole per il vino, diventata anche un percorso di studio nella sommellerie.
Oggi mi piace pensare a una ricetta anche in funzione del calice che le starà accanto: cercare proporzioni, equilibri e contrasti, proprio come farei con un progetto.

Per ricominciare ho scelto un abbinamento autunnale: tentacoli di polpo teneri all’interno e dorati in friggitrice ad aria, accompagnati da fette di zucca alla salvia.
Pochi elementi, sapori riconoscibili, una bella differenza di consistenze. E un Riesling renano davvero interessante.
Polpo croccante con zucca alla salvia
Ingredienti
Quantità indicative per 4 persone
- 1 polpo pulito di circa 1–1,2 kg
- 700–800 g di zucca dalla polpa compatta
- Olio extravergine d’oliva, anche in uno spruzzatore
- 2 foglie di alloro
- Qualche foglia di salvia
- Sale e pepe nero
Il procedimento
1. La prima cottura del polpo
Portate a bollore una pentola d’acqua salata con due foglie di alloro.
Immergete il polpo e lasciatelo cuocere per circa 50–60 minuti, controllando che i tentacoli siano diventati teneri.
Scolatelo, lasciatelo intiepidire e asciugatelo accuratamente.
2. La zucca alla salvia
Tagliate la zucca a fette, eliminando semi e filamenti.
Conditela con olio extravergine d’oliva, sale e salvia.
Disponete le fette nel cestello della friggitrice ad aria, evitando di sovrapporle eccessivamente, e lasciatele cuocere fino a quando saranno morbide all’interno e leggermente dorate sui bordi.
3. Il polpo diventa croccante
Dividete il polpo in tentacoli.
Spruzzateli con poco olio extravergine d’oliva, aggiungete sale e pepe e passateli nella friggitrice ad aria per 10 minuti.
Questa seconda cottura permette di ottenere una superficie dorata e saporita, mantenendo l’interno tenero.
4. L’impiattamento
Disponete la zucca alla salvia sul piatto e adagiatevi i tentacoli di polpo ancora caldi.
Il bello di questo incontro sta tutto nel contrasto: la dolcezza della zucca, la sapidità marina del polpo e quelle piacevoli note tostate della sua superficie dorata.
L’abbinamento: Toni Jost Riesling DEVON-S 2021
Per accompagnare questo piatto ho aperto una bottiglia di Riesling renano Toni Jost DEVON-S 2021.
Ed è stato uno di quei vini che ti fanno fermare un momento tra un boccone e l’altro.
Al naso mi ha colpita immediatamente la precisione del frutto e degli agrumi. Solo in un secondo momento è emersa quella sfumatura idrocarburica che rende così affascinante l’evoluzione di alcuni Riesling.
Un profilo olfattivo teso, verticale, di grande definizione.
Ma la vera sorpresa è arrivata all’assaggio.
In bocca il vino non si limita alla freschezza: mostra una struttura importante, profondità e una complessità che gli permettono di sostenere anche preparazioni più strutturate.
Ed è proprio questo che ho trovato interessante nell’abbinamento.
La dolcezza della zucca incontra la vivacità del Riesling, mentre la consistenza del polpo e le sue sfumature arrostite trovano un interlocutore capace di non lasciarsi sopraffare.
Il risultato è un incontro in cui nessuno dei due protagonisti prevale sull’altro.
E mentre lo degustavo, non potevo fare a meno di chiedermi cosa avrebbe raccontato questa bottiglia dopo ancora un paio d’anni di riposo in cantina.
Forse una complessità ancora maggiore, nuove sfumature evolutive e una storia diversa da raccontare nel calice.
Del resto, è proprio questo uno degli aspetti del vino che amo di più: la sua capacità di cambiare, evolvere e sorprenderci nel tempo.
Un nuovo inizio per Un Architetto in Cucina
Vorrei che questo spazio tornasse a somigliare a me.
Ci saranno le mie ricette, gli ingredienti di stagione, i vini scoperti durante i viaggi o stappati a casa, gli esperimenti riusciti e, perché no, anche quelli da migliorare.
Ci saranno fotografie curate, ma senza perdere il gusto delle cose vere.
Perché per me cucina e architettura continuano a somigliarsi: entrambe cominciano da un’idea, richiedono attenzione ai dettagli e trovano il loro senso quando qualcuno le vive.
E oggi, a questo incontro, si aggiunge anche il vino.
Ripartiamo da qui, allora. Dal progetto al piatto, passando per un buon calice.
E voi, quale vino avreste scelto per accompagnare questo piatto?
Vi aspetto nei commenti!
Maria – Un Architetto in Cucina




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